La Sella del Diavolo come arrivare al sentiero, durata e difficoltà.

La Sella del Diavolo è uno dei luoghi più iconici di Cagliari, un promontorio roccioso che si affaccia sul Golfo degli Angeli e offre una delle viste più spettacolari della costa sud della Sardegna. La sua forma particolare è legata a una famosa leggenda: si racconta che il diavolo, affascinato dalla bellezza del luogo, tentò di impossessarsene, ma fu sconfitto dagli angeli. Durante lo scontro perse la sella, che cadendo diede origine al profilo del promontorio.

Oltre al fascino mitologico, la Sella del Diavolo è un’area di grande interesse naturalistico e storico. Il sentiero attraversa la tipica macchia mediterranea, con lentischi, ginestre e profumi intensi, ed è facile avvistare gabbiani e altri uccelli marini. Lungo il percorso si incontrano anche resti archeologici, come antiche cisterne e strutture difensive di epoca punica e romana, segno dell’importanza strategica del colle nel passato.



Per raggiungere la Sella del Diavolo si parte dalla spiaggia di Calamosca, facilmente accessibile in auto o con i mezzi pubblici dal centro di Cagliari. Nei pressi della spiaggia ha inizio il sentiero escursionistico che sale verso la cima. Il percorso è semplice, ben tracciato e adatto a chi ha un minimo di allenamento: la salita dura circa 30–40 minuti. È consigliabile indossare scarpe da trekking, portare acqua e evitare le ore più calde in estate.

SPIAGGIA DI CALAMOSCA

Una volta in cima, il panorama ripaga ogni sforzo: il mare cristallino, la città di Cagliari e, nelle giornate più limpide, l’intero Golfo degli Angeli. Un’esperienza imperdibile per chi ama natura, storia e paesaggi mozzafiato.

Secondo la leggenda, la Sella del Diavolo nacque da una battaglia tra il diavolo e gli angeli per il controllo del Golfo degli Angeli. Il diavolo, affascinato dalla bellezza del luogo, voleva farne il proprio regno, ma Dio inviò gli angeli per scacciarlo. Lo scontro fu violento e avvenne nei cieli sopra Cagliari. Durante la fuga, il diavolo cadde e perse la sua sella, che precipitò in mare trasformandosi nel promontorio roccioso. Gli angeli, vittoriosi, consacrarono il golfo, che da allora prese il nome di Golfo degli Angeli.



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