Blog di viaggi in Sardegna

Archeologia

Tomba dei Giganti della Sardegna

Tomba dei giganti S'Ena e Thomes

La tomba dei giganti sono monumenti funebri di tipo collettivo appartenenti all’età nuragica (1800-101 a.c.) presenti in tutta la Sardegna.

Il loro nome deriva dalla fantasia popolare che affermava, ed ancora oggi qualcuno afferma, di aver ritrovato all’interno di queste tombe, ossa di giganti appartenenti a popolazioni scomparse, ovviamente nulla di ufficiale è mai stato provato.

Queste ciclopiche strutture presentano una base rettangolare costruite con grossi blocchi di pietra piantati nel terreno, e una parte finale semicircolare di forma riconducibile alle corna di un toro.

Nelle tombe più datate al centro del semicerchio è presente una stele alta fino a 4 metri con una piccola porticina che rappresentava il passaggio dal terreno all’ultraterreno.

Tomba dei giganti Pascaredda (Calangianus)

Negli anni successivi le nuove tombe dei giganti assunsero diverse forme architettoniche utilizzate anche nella realizzazioni dei pozzi sacri, con blocchi a filari orizzontali con massi squadrati.

Tomba dei Giganti Sa Domu e S’Orku (Siddi)

Il culto dei Morti

Alle tombe dei giganti viene ricollegato il culto del Dio Toro e della Dea Madre, infatti le varie divinità venivano venerate anche in epoca remota,  basta pensare alle Domus de Janas ricche di raffigurazioni taurine.

Le statuine della Dea Madre rinvenute nella sepolture di tutto il mediterraneo venivano collocate sia nelle sepoltura delle Domus de Janas che in quelle delle Tombe dei Giganti, infatti gli archeologi ancora dibattono sulla forma delle tombe, per alcuni rappresentano l’unione del Toro “le corna”  divinità maschile e della  Madre Terra “forma uterina”simbolo femminile capaci di generare vita e rinascita.

Statuina Dea Madre di Cabras – Museo Archeologico di Cagliari

Nella parte semicircolare chiamata esedra avvenivano probabilmente i riti religiosi, ancora oggi alcuni studiosi hanno captato dei campi magnetici in corrispondenza di queste strutture.

Orientamento astronomico

Questo tipo di sepolture suscitano ancora oggi un fascino particolare per il velo di mistero che ancora le circonda.

Un’altro mistero è senza dubbio il loro orientamento astronomico, quasi per tutte le tombe dei giganti l’ingresso è esposto a sud-est ovvero la direzione dell’alba al solstizio d’inverno, quest’ultima rappresentava la fine delle tenebre e l’inizio della rinascita, con la luce delle giornate che iniziavano a crescere fino all’arrivo dell’estate.

Particolarmente curioso l’orientamento di alcune tombe dei giganti, in particolare quella di S’ena e Thomes a Dorgali presenta l’ingresso orientato a sud verso la stella di Aldebaran, nella costellazione del Toro.

Tomba dei giganti S’Ena e Thomes



Booking.com

Lascia una risposta